Ulti Clocks content


Scritti di D. Carlo De Ambrogio

"E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare» e le riempirono fino all'orlo" (Gv 2,7)

"Don Carlo sorride ancora e sempre. È vissuto nell'ascolto assiduo e amoroso della Parola di Dio. Conosceva le Sacre Scritture, le riviveva e le spiegava nell'ebbrezza dello Spirito.[..] Visse nella Chiesa come messaggero dello Spirito e ministro fiamma di fuoco".  (Card. Ursi)



Pane vivo dei tempi messianici - Dono del Padre PDF

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,16-40)

Fattasi sera i suoi discepoli scesero al mare e, saliti in una barca, partirono per l’altra riva, verso Cafarnao. S’era già fatto buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era molto mosso per il gran vento che soffiava. Avevano remato per circa venticinque o trenta stadi, quando scorsero Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca. Ebbero paura. Ma egli disse loro: «Io sono, non temete». Volevano allora prenderlo nella barca, ma subito la barca toccò la terra verso la quale erano diretti. L’indomani, la folla che era rimasta sull’altra riva, notò che c’era una sola barca e che Gesù non era salito sulla barca con i suoi discepoli, ma che se n’erano andati via soli. Altre barche vennero da Tiberiade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane. Quando la folla vide che Gesù non c’era e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla ricerca di Gesù. Trovatolo sull’altra riva gli dissero: “Rabbì, quando sei venuto qui?” Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna e che il Figlio dell’Uomo vi darà, perché su di lui, il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo”. Risposero allora: “Che cosa dobbiamo fare per lavorare alle opere di Dio?”. Gesù rispose: “Questa è l’opera di Dio: credere in Colui che egli ha mandato”. Allora gli dissero: “Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto:”Diede loro da mangiare un pane dal cielo”.Rispose loro Gesù:” In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero. Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e che dà la vita al mondo”. Allora gli dissero: “Signore, dacci sempre questo pane! Gesù rispose: “Io sono il Pane di Vita. Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. Ma ve l’ho detto: voi mi vedete, ma voi non credete”.

Commento 

 Partirono per l’altra riva, verso Cafarnao

  • San Marco dice che Gesù costringe, forza i suoi ad andarsene. Giovanni invece constata semplicemente la loro partenza, non dice che Gesù li aveva obbligati perché erano stati presi dall’entusiasmo politico. Scatta la legge di Gesù: “Voi non siete del mondo, come nemmeno io sono del mondo”, cioè: “Non lasciatevi contagiare dal mondo!”. Gesù si ritira e loro sono costretti a fare altrettanto.
  • Dice il Papa: “Il ministero dei sacerdoti, che hanno ricevuto il Sacramento dell’Ordine, manifesta che l’Eucaristia da loro celebrata, è un dono che supera radicalmente il potere dell’assemblea, ed è insostituibile per collegare validamente la Consacrazione eucaristica al Sacrificio della Croce e all’Ultima Cena. La solerte cura del ministero eucaristico, da parte del sacerdoti, costituisce un efficace esempio e uno stimolo alla risposta generosa dei giovani all’appello di Dio” (DeE, 29.31).
Leggi tutto...
 
Alleanza con Dio nel sangue di Gesù - parte 1 PDF

 Dal Vangelo secondo Giovanni (6,1-15)

 (Traduzione dal testo greco e commento di Don Carlo De Ambrogio)

eucaristia

"Dopo di ciò, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea o lago di Tiberiade. E una gran folla lo seguiva, perché vedeva i segni che faceva sugli infermi. Poi, salì sulla montagna e là si sedette con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Levati dunque gli occhi, vide che una gran folla veniva a lui. Gesù disse a Filippo: «Dove potremo comprare dei pani perché possano mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova, perché egli sapeva bene cosa stava per fare. Filippo gli rispose: «Duecento denari di pane non sarebbero sufficienti perché ognuno ne abbia un pezzetto». Uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, disse a Gesù: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Disse Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si sedettero, dunque, gli uomini in numero di quasi cinquemila. Gesù allora prese i pani e, detto grazie, li distribuì alla gente seduta; così fece anche coi pesci, finché ne vollero. Quando poi si saziarono, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i frammenti avanzati perché nulla si perda». Li raccolsero e riempirono dodici ceste con i frammenti dei cinque pani d’orzo avanzati a quelli che avevano mangiato.

La gente vide il segno che Gesù aveva fatto e diceva: «E’ veramente lui il profeta che deve venire nel mondo». Ma Gesù, saputo che venivano a rapirlo per farlo re, si eclissò di nuovo, solo, sulla montagna."

Commento

Dopo di ciò Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea o lago di Tiberiade. E una gran folla lo seguiva perché vedeva i segni che faceva sugli infermi.

   • Giovanni lega l’Eucaristia alla moltiplicazione dei pani, gli altri Sinottici la legano alla morte di Gesù. Gesù spiega l’Eucaristia a Cafarnao, la istituisce nell’Ultima Cena. Giovanni lega l’Eucaristia al segno, gli altri all’evento significato da quel segno, ma tutti confluiscono nella contemplazione dell’Agnello in croce che dà la vita per il mondo.
   •  La folla segue Gesù perché ha fame della sua Parola, non per cercare un cibo materiale. Sarebbe dunque errato utilizzare questo brano per illuminare e risolvere il problema della fame. La folla cerca in Gesù ciò che fa vivere, cioè la sua Parola e la guarigione: sono i segni messianici.

Leggi tutto...
 
Alleanza con Dio nel sangue di Gesù - Cantico dei Cantici PDF

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,53-58)

(Traduzione dal testo greco e commento di Don Carlo De Ambrogio)

eucaristia"In verità, in verità io ve lo dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la Vita.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Poiché la mia carne è un vero cibo, e il mio sangue è una vera bevanda.

Chi mangi la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io  in lui.

Come il Padre, che vive, ha mandato me, e io vivo per il Padre, così anche chi mangia me vivrà per me.

Ecco il pane disceso dal cielo: non è come quello che mangiarono i padri e morirono; chi mangia questo pane vivrà in eterno".

Così disse Gesù insegnando nella sinagoga di Cafarnao.

 

 Commento

"Io Sono il Pane vivo disceso dal cielo. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno, e il pane che io gli darò è la mia carne".

   • "La mia carne": carne è la realtà dell'uomo, la natura umana nella sua fragilità, nei suoi limiti e nelle sue possibilità. Carne: l'ebraico e l'aramaico del tempo di Gesù non hanno la parola "corpo" (questa parola è nell'ebraico moderno: guf), ma hanno la parola carne. "La mia carne", cioè la realtà di Gesù, il suo Io totale di Uomo-Dio, diventa cibo, pane che si mangia.

   •  "Io sono il Pane vivo sceso dal cielo". Ritorna con insistenza questa kènosi di Gesù, la sua discesa, il suo annientamento, che dobbiamo imitare. Nell'Eucaristia si verifica il paradosso di Dio: la sua infinita grandezza coincide con la sua infinita piccolezza; nell'Eucaristia noi riceviamo il Dio infinitamente lontano che diventa infinitamente vicino, più intimo a me del mio stesso io ("intimior intimo meo"); il Dio infinitamente trascendente, altissimo, che diventa infinitamente immanente. Paradosso che porta a quell'antitesi che è il mistero pasquale di morte e risurrezione, di morte e di vita. 
   •  Dice il Papa: "La Chiesa vive del Cristo eucaristico, da Lui è nutrita, da Lui è illuminata. L'Eucaristia è mistero di fede e insieme Mistero di luce" (EdE, 7)

Leggi tutto...
 
Giardino della Trinità, traboccante di Vita divina - 2° parte PDF
Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)

(Traduzione dal testo greco e commento di Don Carlo De Ambrogio)

"Il sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una cittadina di Galilea, chiamata Nazaret, "a una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide. l nome della vergine era Maria. L'Angelo entrò da lei e le disse: «Sia gioia a te, o piena di grazia, il Signore è con te».

A quelle parole Maria rimase sconvolta e si domandava che cosa significasse quel saluto. Ma l'Angelo le disse:

«Rassicùrati, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio e gli metterai nome Gesú. Sarà grande e lo chiameranno Figlio dell'Altissimo. Il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre, e il suo regno non avrà mai fine».

Allora Maria disse all'Angelo: «Come avverrà questo, se io non conosco uomo?». L’Angelo le rispose:«Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra; perciò il bimbo sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco che Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia ed è già al sesto mese, lei che era chiamata sterile; poiché nulla è impossibile a Dio». Maria allora rispose: «Ecco l'ancella del Signore; si faccia di me secondo la tua parola». E l’Angelo la lasciò.

Commento

“Il Signore è con te”: l'espressione si ritrova spesso nella Bibbia. Ma non è mai rivolta a una persona ordinaria; è rivolta a tutto il popolo eletto o a una persona a cui Dio affida una missione speciale. Il nome Gesù significa «Jahvè salva». Nel raffronto tra l'annunciazione di Zaccaria e l'annunciazione a Maria non è sfuggito agli esegeti il fatto che per Maria è usata una formula più solenne, più piena dì rispetto in confronto a quella usata per Elisabetta. Si dice infatti a Zaccaria che «tua moglie Elisabetta ti genererà un figlio»; a Maria invece l'Angelo dice «Ecco, tu concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figlio». Non è una differenza casuale. L'espressione usata per Maria è più enfatica; ha un riferimento netto con la profezia di Isaia riguardo all'Emmanuele. Nei testi di Sofonia e Gioele ricorre ripetutamente l'espressione che rivela la presenza salvatrice di Jahvè: «in mezzo oppure nel seno del popolo», in mezzo oppure nel seno della Figlia di Sion». Luca identifica Maria con la Figlia di Sion e quindi sottolinea l'espressione: «Prima che fosse concepito nel seno». Luca vede in Maria il compimento escatologico dell'oracolo di Sofonia: «Jahvè abiterà nel seno della Figlia di Sion».

Leggi tutto...
 
Giardino della Trinità, traboccante di Vita divina - 1° parte PDF

Giardino della Trinità, traboccante di Vita divina - 1ª parte

 Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)

(Traduzione dal testo greco e commento di Don Carlo De Ambrogio)

maria

"Il sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una cittadina di Galilea, chiamata Nazaret, "a una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide. Il nome della vergine era Maria. L'Angelo entrò da lei e le disse: «Sia gioia a te, o piena di grazia, il Signore è con te». A quelle parole Maria rimase sconvolta e si domandava che cosa significasse quel saluto. Ma l'Angelo le disse: «Rassicùrati, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio e gli metterai nome Gesú. Sarà grande e lo chiameranno Figlio dell'Altissimo. Il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre, e il suo regno non avrà mai fine». Allora Maria disse all'Angelo: «Come avverrà questo, se io non conosco uomo?». L’Angelo le rispose:«Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra; perciò il bimbo sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco che Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia ed è già al sesto mese, lei che era chiamata sterile; poiché nulla è impossibile a Dio». Maria allora rispose: «Ecco l'ancella del Signore; si faccia di me secondo la tua parola». E l’Angelo la lasciò."

Commento

La scena dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria è incorniciata in una precisazione di tempo: “All'inizio del sesto mese di Elisabetta”. Non si sa quando ciò sia avvenuto, in che anno, in che mese. La data adottata dalla liturgia, il 25 marzo, probabilmente dipende dalla data della natività di Gesù. Il 25 dicembre, natale di Gesù, era stato scelto per sostituire alla festività pagana in onore del Sole, la nascita di Gesù, vera luce del mondo. Così si ha l'annunciazione durante l'equinozio di primavera e la nascita di Gesù nel solstizio d'inverno.

Leggi tutto...
 
« InizioPrec.111213141516Succ.Fine »

Pagina 16 di 16

Powered by Joomla!. Designed by: Free Joomla 1.5 Theme, cc top level domain. Valid XHTML and CSS.

Find us on Facebook
Follow Us