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ECCO TUA MADRE
La parola del Crocifisso al discepolo - a Giovanni e attraverso di lui a tutti i discepoli di Gesù: «Ecco tua madre» (Gv 19, 27) - diventa nel corso delle generazioni sempre nuovamente vera. Maria è diventata, di fatto, Madre di tutti i credenti. Alla sua bontà materna, come alla sua purezza e bellezza verginale, si rivolgono gli uomini di tutti i tempi e di tutte le parti del mondo nelle loro necessità e speranze, nelle loro gioie e sofferenze, nelle loro solitudini come anche nella condivisione comunitaria. E sempre sperimentano l'amore inesauribile che ella riversa dal profondo del suo cuore.
(Deus Caritas Est - Benedetto XVI)


La spiritualità di chi è figlio di Maria PDF

(Traduzione dal greco e commento a cura di d. Carlo De Ambrogio)

21«La donna, sul punto di diventare madre, è triste perché e venuta la sua ora;

ma quando ha dato alla luce, dimentica i suoi dolori

per la gioia che sia venuto al mondo un uomo». (Gv 16. 21)

La sofferenza è legata alla gioia.

S. Giovanni nell'Apocalisse descrive la Chiesa, e quindi per riflesso Maria Madre della Chiesa, vestita di sole, coronata di stelle. La descrive sofferente e perseguitata, cioè contemporaneamente perseguitata e vittoriosa; madre dolente e madre trionfante. Gioia e dolore si mescolano assieme. Il dolore è sempre preludio della gioia.

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Giardino della Trinità, traboccante di Vita divina - 2° parte PDF
Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)

(Traduzione dal testo greco e commento di Don Carlo De Ambrogio)

"Il sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una cittadina di Galilea, chiamata Nazaret, "a una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide. l nome della vergine era Maria. L'Angelo entrò da lei e le disse: «Sia gioia a te, o piena di grazia, il Signore è con te».

A quelle parole Maria rimase sconvolta e si domandava che cosa significasse quel saluto. Ma l'Angelo le disse:

«Rassicùrati, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio e gli metterai nome Gesú. Sarà grande e lo chiameranno Figlio dell'Altissimo. Il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre, e il suo regno non avrà mai fine».

Allora Maria disse all'Angelo: «Come avverrà questo, se io non conosco uomo?». L’Angelo le rispose:«Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra; perciò il bimbo sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco che Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia ed è già al sesto mese, lei che era chiamata sterile; poiché nulla è impossibile a Dio». Maria allora rispose: «Ecco l'ancella del Signore; si faccia di me secondo la tua parola». E l’Angelo la lasciò.

 

Commento

 

“Il Signore è con te”: l'espressione si ritrova spesso nella Bibbia. Ma non è mai rivolta a una persona ordinaria; è rivolta a tutto il popolo eletto o a una persona a cui Dio affida una missione speciale. Il nome Gesù significa «Jahvè salva». Nel raffronto tra l'annunciazione di Zaccaria e l'annunciazione a Maria non è sfuggito agli esegeti il fatto che per Maria è usata una formula più solenne, più piena dì rispetto in confronto a quella usata per Elisabetta. Si dice infatti a Zaccaria che «tua moglie Elisabetta ti genererà un figlio»; a Maria invece l'Angelo dice «Ecco, tu concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figlio». Non è una differenza casuale. L'espressione usata per Maria è più enfatica; ha un riferimento netto con la profezia di Isaia riguardo all'Emmanuele. Nei testi di Sofonia e Gioele ricorre ripetutamente l'espressione che rivela la presenza salvatrice di Jahvè: «in mezzo oppure nel seno del popolo», in mezzo oppure nel seno della Figlia di Sion». Luca identifica Maria con la Figlia di Sion e quindi sottolinea l'espressione: «Prima che fosse concepito nel seno». Luca vede in Maria il compimento escatologico dell'oracolo di Sofonia: «Jahvè abiterà nel seno della Figlia di Sion».

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Giardino della Trinità, traboccante di Vita divina - 1° parte PDF

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)

(Traduzione dal testo greco e commento di Don Carlo De Ambrogio)

maria

"Il sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una cittadina di Galilea, chiamata Nazaret, "a una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide. Il nome della vergine era Maria. L'Angelo entrò da lei e le disse: «Sia gioia a te, o piena di grazia, il Signore è con te». A quelle parole Maria rimase sconvolta e si domandava che cosa significasse quel saluto. Ma l'Angelo le disse: «Rassicùrati, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio e gli metterai nome Gesú. Sarà grande e lo chiameranno Figlio dell'Altissimo. Il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre, e il suo regno non avrà mai fine». Allora Maria disse all'Angelo: «Come avverrà questo, se io non conosco uomo?». L’Angelo le rispose:«Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra; perciò il bimbo sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco che Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia ed è già al sesto mese, lei che era chiamata sterile; poiché nulla è impossibile a Dio». Maria allora rispose: «Ecco l'ancella del Signore; si faccia di me secondo la tua parola». E l’Angelo la lasciò."

Commento

La scena dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria è incorniciata in una precisazione di tempo: “All'inizio del sesto mese di Elisabetta”. Non si sa quando ciò sia avvenuto, in che anno, in che mese. La data adottata dalla liturgia, il 25 marzo, probabilmente dipende dalla data della natività di Gesù. Il 25 dicembre, natale di Gesù, era stato scelto per sostituire alla festività pagana in onore del Sole, la nascita di Gesù, vera luce del mondo. Così si ha l'annunciazione durante l'equinozio di primavera e la nascita di Gesù nel solstizio d'inverno.

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