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Fede e fedeltà PDF

altLeggendo questo libro intervista viene fuori più mezzo secolo di vita della Chiesa, dal pontificato di Pio XII a quello di Benedetto XVI. È la storia raccontata e vissuta dal “prete romano” d. Ennio Innocenti. I suoi ricordi cominciano dalla sua infanzia e, poi, l'adolescenza, quest'ultima trascorsa nel campo di concentramento di Coltano, dove recuperò la serenità “ricostruendo lentamente il Padre Nostro dimenticato”. Ma la sua vocazione sacerdotale cominciò a manifestarsi, ascoltando le parole di un sacerdote. “In quei mesi, padre Riccardo Lombardi spiegava agli Italiani che l’unico protagonista della storia era Cristo. Il suo discorso mi attraeva”.

Conseguito il baccalaureato in filosofia alla Gregoriana, fu, poi, ordinato sacerdote e inviato a S. Maria Maggiore, continuando, però, i suoi studi. La sua base di studi tomista gli “consentì di sospettare dell’insegnamento dei Gesuiti”, cioè del molinismo e suarezismo, ma anche di smascherare posizioni moderniste di molti teologi cattolici, infettati dal quella che egli ha definito la gnosi spuria e a cui ha dedicato lo studio di un’intera vita. Rahner, Teilhard de Chardin, Daniélou e De Lubac  - secondo Innocenti - erano in contatto tra loro e di questo circolo ne risentì molto l’insegnamento dei Gesuiti alla Gregoriana. Per di più, alcuni  avevano modeste basi filosofiche e teologiche e altri non erano nemmeno teologi, come Teilhard, che era un geologo!

Per quanto riguarda la tesi dell’ermeneutica della continuità sostenuta dal Papa benedetto XVI, il prete romano è pienamente favorevole, ma allo stesso tempo condivide i giudizi di chi, come Gherardini, auspica che l’Autorità puntualizzi certi aspetti. “C’è, per esempio, la tesi rahneriana, secondo cui Dio, incarnandosi, si è unito, in qualche modo, a ogni uomo. Una tesi aberrante che rientra nella concezione del Cristianesimo anonimo di Rahner, e che purtroppo si è affacciata nel Concilio. Per grazia di Dio, il Concilio non ha definito nulla e quindi la si può discutere come un’affermazione poco felice. Però andrebbe detto, e precisato che la Grazia di Dio, con l’Incarnazione del Verbo nella natura umana, dimostra la disponibilità completa della Misericordia di Dio per ogni uomo e che quindi la Grazia di Dio assiste, sollecita, avvolge misericordiosamente ogni uomo fino a che lui dà la risposta. Ma ci vuole la risposta, per lo meno ci vuole il non rifiuto”.

Ma la chiave per capire l’intera rivoluzione moderna e la crisi nella Chiesa gli è stata data dagli studi sulla gnosi, dove, questa, viene sottoposta ad un’attenta analisi di carattere teologico, metafisico e storico. Fedele a quanto insegna S. Tommaso d’Aquino, Ennio Innocenti proclama la verità divina e allo stesso tempo combatte l’errore di matrice gnos(t)ica, senza esclusione di colpi, prendendo di mira anche eminenti personalità del mondo culturale, politico e ecclesiastico, che percorrono la storia umana dalle origini fino ai nostri giorni.

 

-Belfiori F., Carli C. F. (2013) Fede e fedeltà. Testimonianza di un 'prete romano'. Intervista a don Ennio Innocenti, Fede & Cultura, Verona.

 

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