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Articolo di Romasette 17.05.10 PDF

L'abbraccio a Pietro

Domenica 16 una folla immensa di fedeli ha dimostrato solidarietà al Papa partecipando al “Regina Coeli”. Precedentemente la preghiera per le vittime degli abusi sessuali guidata dal cardinale Bagnasco. Benedetto XVI: «Il vero nemico è il peccato»

(di Emanuela Micucci)

I giovani gam in piazza per il Papa«Tutti con te». Come figli con il padre. Un abbraccio spontaneo e caloroso di oltre 150 mila fedeli, ieri mattina (16 maggio), si è stretto intorno a Benedetto XVI per la giornata di preghiera e solidarietà per il Papa e la Chiesa. A promuovere l’iniziativa, dopo le polemiche e gli attacchi mediatici subiti per i casi di pedofilia che hanno coinvolto alcuni sacerdoti, la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal).
Un affetto che piazza San Pietro non riesce a contenere. Una folla immensa di fedeli delle varie associazioni e movimenti insieme a famiglie e delle parrocchie che dilaga oltre il colonnato del Bernini fino a via della Conciliazione. «Un modo per dire sì al Pontefice al suo amore per la Chiesa, per l’Italia, per la Chiesa nel mondo e l’umanità intera», spiega il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che ha guidato la preghiera comunitaria prima del Regina Coeli. Un «sì» che si trasforma in un grande boato quando il Papa si affaccia alla finestra del suo studio. Emozionato Benedetto XVI ringrazia «per la presenza e fiducia». «Qui vediamo presente tutta l’Italia», dice salutando anche gli immigrati collegati da piazza San Giovanni, con il cardinale vicario Agostino Vallini, in occasione della Festa dei popoli. «Voi oggi mostrate - prosegue - il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti, che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell’impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo sempre meglio servire la Chiesa, il Popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia».
Poi va dritto al cuore del problema: «Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa. Dobbiamo temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell’amore, nel servizio». Infine, l’invito a una «maggiore radicalità e coerenza» davanti alle prove.
Intanto la piazza si colora di bandiere e striscioni per sostegno sempre più visibile. «Sempre fedeli al Papa». «Tu sei Pietro e noi giovani ti amiamo», lo striscione della Gioventù Ardente Mariana di Casalotti. «Ti vogliamo bene», quello della Comunità Gesù ama di Roma. «Tu sei Pietro e gli inferi non prevarranno sulla Chiesa», quello del Cammino neocatecumenale.
Sventolano i fazzoletti della Legio Mariae e le bandiere dell’Azione Cattolica: «Siamo 15mila - sottolinea il segretario nazionale Gigi Borgiani -. Questa è anche un’occasione per collaborare tra le aggregazioni laicali». «Non è una manifestazione contro, è un momento di preghiera in cui ci stringiamo in una grande famiglia attorno al Papa», precisa Paolo Ciani della Comunità di Sant’Egidio e segretario della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali.
È una Chiesa viva quella che affolla San Pietro. Grandi realtà come Comunione e Liberazione e i Focolarini, il Rinnovamento nello Spirito e gli Scouts d’Europa. «Siamo sempre con il Papa perché siamo sempre con la Chiesa», sottolinea Adelio Francisco Tembe, 30enne del Monzambico venuto con un gruppo di universitari di Cl da Trento, viaggiando di notte, come un centinaio di giovani della fraternità arrivati dalla Svizzera. Piccoli gruppi come la Comunità missionaria di Villareggia sulla Laurentina. O Schoenstatt, da 3 anni a Roma Ovest: «Quando attaccano il Pontefice attaccano tutti noi che siamo la Chiesa - dichiara padre Ludovico Tedesco -. Questo è un modo anche di riconoscere i nostri sbagli così siamo più uniti e consapevoli della nostra missione nel mondo».
È una Chiesa impastata di quotidianità. Lo dicono i palloni gialli dei 15mila coltivatori della Coldiretti, gli artigiani dell’Acai, i lavoratori di Mcl e delle Acli. «Oggi è un bel momento di festa - afferma Gianluigi De Palo, presidente delle Acli Roma -. Queste polemiche sono una grandissima grazia per la Chiesa perché i cristiani nelle situazioni difficili tirano sempre fuori il meglio di sé. E questa è un’occasione per dimostrarlo». «Noi siamo convinti che è possibile vincere il male con il bene ed è possibile la conversione», spiega Paola Dal Toso, segretario generale della Cnal, introducendo la preghiera in attesa del Regina Coeli. Preghiera per i sacerdoti «nel loro cammino di santità» e per la Chiesa tutta. Preghiera per le vittime di abusi sessuali e le loro famiglie «perché trovino giustizia e conforto» e «possano riscoprire l’infinito amore di Cristo».
Presenti in piazza anche un gruppo di 70 parlamentari guidati dal cappellano, l’arcivescovo Rino Fisichella, oltre a una delegazione della Regione Lazio. Mentre un nutrito gruppo di consiglieri comunali, insieme al sindaco Gianni Alemanno e ai presidenti dei Municipi IV, XIII e XVIII, hanno raggiunto San Pietro da Castel Sant’Angelo. «Vogliamo manifestare la nostra solidarietà e - dichiara
Alemanno - trasmettere l'idea che i singoli possono sbagliare ma l'istituzione, la fede, la religione non possono essere messe in discussione».

17 maggio 2010

L'articolo di Romasette

 

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