"Solo la parola di Dio è solida" (S.P. Benedetto XVI)
"La vera gioia è Dio" (D. Carlo De Ambrogio)
"Non abbiate paura del futuro perché il futuro siete voi!" (S.d.D. Papa Giovanni Paolo II)
"Nel mondo sei costretto ad affrontare ogni sorta di battaglie: la tua vittoria è Gesù" (D. Carlo De Ambrogio)
"Gesù è un mendicante di amore" (D. Carlo De Ambrogio)
"L'amore è luce" (D. Carlo De Ambrogio)
"Occorre essere uniti a Gesù come il tralcio alla vite" (D. Carlo De Ambrogio)
"Nei momenti di maggior dolore, Maria viveva di preghiera" (D. Carlo De Ambrogio)
"Gesù è colui che cerca i perduti" (D. Carlo De Ambrogio)
"Annuncia a tutti la gioia del perdono" (D. Carlo De Ambrogio)
"Chi vuol donare amore, deve egli stesso riceverlo in dono" (S.P. Benedetto XVI)
"L'amore non è una cosa che si puo insegnare, ma è la cosa più importante da imparare" (S.d.D. Papa Giovanni Paolo II)
"Chi crede nel Cristo è già nella luce" (D. Carlo De Ambrogio)
"Il Rosario è ‘arma’ spirituale nella lotta contro il male" (S.P. Benedetto XVI)
"Chi non rischia la disfatta non otterrà mai la vittoria" (D. Carlo De Ambrogio)
"Sei chiamato a fare una scoperta stupenda: conoscere, penetrare, sondare l'Amore di Dio per te" (D. Carlo De Ambrogio)
"Il perdono è amore dello spirito" (D. Carlo De Ambrogio)
"Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato" (S.P. Benedetto XVI)
"La preghiera del mattino apre gli occhi del cuore a vedere Dio negli avvenimenti della giornata" (D. Carlo De Ambrogio)
"Non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!" (S.d.D. Papa Giovanni Paolo II)
"Lascia che Dio irrompa nella tua vita come un torrente in piena" (D. Carlo De Ambrogio)
"Noi siamo sempre a mani vuote: Gesù Eucaristia ce le riempie" (D. Carlo De Ambrogio)
"Maria è il fiore di Nazareth, la pace di Dio" (D. Carlo De Ambrogio)
"Le vittorie contro noi stessi ci daranno il Regno" (D. Carlo De Ambrogio)
"Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro" (S.d.D. Papa Giovanni Paolo II)
"L'amore vero è sempre umile amore" (D. Carlo De Ambrogio)
"L'agire di Dio è sempre un disegno di amore" (D. Carlo De Ambrogio)
"Cammina sempre con la tua mano nella mano di Gesù" (D. Carlo De Ambrogio)
"L'eroismo della fede deve formarsi tra le difficoltà" (D. Carlo De Ambrogio)
"Diventate grandi se siete capaci di fare della vostra vita un dono agli altri" (S.P. Benedetto XVI)
"In questo cammino verso la terra promessa del Cielo, non sei solo: Colui che ti ama è con te" (D. Carlo De Ambrogio)
"La sapienza dell'uomo è nell'ubbidire a Dio" (D. Carlo De Ambrogio)
"Egli ti ama da sempre e ti ama così come sei" (D. Carlo De Ambrogio)
"Vi auguro di poter trovare un amico, un amico che si chiama Gesù Cristo" (S.d.D. Papa Giovanni Paolo II)
"Devi essere nella gioia e devi comunicare gioia" (D. Carlo De Ambrogio)
"Più il vostro amore attingerà allo Spirito e più aumenterete la sua onda" (D. Carlo De Ambrogio)
| Gesù piange su Gerusalemme |
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[41]Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: [42]«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. [43]Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; [44]abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». [45]Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare i venditori, [46]dicendo: «Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!». [47]Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; [48]ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole. (Lc 19,41-48) Gesù piange In mezzo all’entusiasmo che gli brulica e gli ondeggia attorno, Gesù scoppia in lacrime alla vista di Gerusalemme. Il suo popolo non ha compreso il significato di quell’ora. Gli uomini lo respingono, perché vogliono un Messia che, come il Cesare romano, dia libertà e benessere. Il messaggero di Cesare verrà; ma cavalcherà contro la città su un cavallo superbo. Allora le pietre parleranno la sconvolgente parola della catastrofe. Sarà troppo tardi. I Romani alzeranno un vallo intorno alla città e alla fine la conquisteranno. Non resterà pietra su pietra. I fanciulli non inneggeranno più al Messia; giaceranno sfracellati sul lastrico. Israele, che rigetta il Messia, sarà rigettato. Gesù lo sa e lo prevede con tutta chiarezza. Ecco perché piange sul destino di quella città accecata, a cui vorrebbe dare il suo amore e il suo aiuto, ma che lo rifiuta, che preferisce che il Tempio sia una spelonca di ladri, in cui ammucchiare tesori materiali, anziché un luogo di raccoglimento e di preghiera al Padre Celeste. L’ingresso di Gesù in Gerusalemme è un trionfo esterno. Sta per iniziare la catastrofe per la città ostinata nel rifiuto. Gesù però continua a prodigarsi nell’insegnamento. E il popolo lo ascolta, «affascinato e attentissimo alle sue parole». |
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(Traduzione dal greco e commento a cura di d. Carlo De Ambrogio)